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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Santa Maria delle Grazie-Vittoria

Santa Maria delle Grazie-Vittoria

Piazza del Popolo, 6



La struttura ecclesiale, in funzione nel 1619 e completata nel 1754, si trova in Piazza del Popolo, accanto al Teatro Comunale, ha una facciata che, aggiunta postuma al completamento della primitiva fabbrica, dopo il terremoto del 1693, venne realizzata secondo lo stile tardo-barocco ibleo.
Al prospetto venne conferita dinamicità, eleganza e flessuosità muraria, con la parte centrale sporgente e i due lati concavi. Lo spartito architettonico, mosso dalla muratura sporgente e rientrante, viene delimitato da una cornice sinuosa che, come un nastro decorativo con volute arricciate all’interno, avvolge e, assieme alle cornici orizzontali, frena il verticalismo dell’insieme.
L’ultima parte con la cella campanaria e il suo timpano, conclude il costrutto architettonico nel gioco sapiente di linee verticali, orizzontali e curvilinee, che agitano la materia muraria. Si può così affermare che l’insieme si conclude con una semplificata ma armonica ed equilibrata facciata barocca, ricercata nel rapporto luce-spazio e risolta morbidamente dal divenire degli elementi compositivi che sottolineano la flessuosità e la leggerezza architettonica. La facciata, da una incisione da “andamenti e comuni del circondario di Modica” presentava sulle volute del primo ordine le statue della Madonna e di San Giuseppe, successivamente rimosse.
L’interno della chiesa, ad un’unica navata, presenta simmetricamente cinque cappelle per lato. Nella prima a sinistra è collocata una scultura lignea di Sant’Elisabetta d’Ungheria di pregevole significazione religiosa ed artistica. Seguono le Cappelle di Sant’Antonio, del Sacro Cuore di Gesù, di Sant’Anna, all’interno della quale esiste una stupenda tela dedicata a Sant’Anna, San Gioacchino e l’Immacolata, realizzata nel 1717 dall’artista modicano Antonino Manoli, opera di straordinaria logica costruttiva e pittorica; conclude l’ala sinistra della chiesa la cappella dell’Immacolata.
Nell’Altare Maggiore, vi è un grande quadro ovale rappresentante la Madonna della Grazia fra San Giovanni e San Francesco d’Assisi, opera di straordinaria espressività religiosa, evidenziata da una ricca cromia e da elementi chiaroscurali e luministici che richiamano la scuola caravggesca.
Di grande rilevanza artistica sono i quattro ovali dipinti con le figure: Charitas, Fides, Spes, Oboedientia. Seguendo il percorso della parete destra, incontriamo la cappella del Crocifisso con un interessante quadro rappresentante l’Addolorata; la cappella di San Francesco d’Assisi, la Madonna del Lume (1736), la cui tela intrisa di equilibrate tonalità coloristiche, è da attribuire alla scuola del Borremans per alcuni, per altri a quella di Olivio Sozzi, operante nella basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica. Due analoghe opere si trovano collocate, rispettivamente, una presso il Municipio di Mazzarino e l’altra nella chiesa della SS. Annunziata di Comiso; segue la cappella delle Anime Purganti e subito dopo la cappella di San Marco.
La Chiesa è arricchita da straordinari ed espressivi gruppi scultorei della bottega del Gianforma, rappresentanti putti reggicartigli, riportanti le frasi bibliche e devozionali, legate al tema dell’altare e dello spirito francescano. Nella sacrestia vi sono due opere interessanti dal punto di vista artistico e pittorico: Santa Filomena in carcere di Francesco Vaccaro (1843), opera di incisive varianti tonali e di forte ricerca fisiognomica, che sembra richiamare il linguaggio di Pietro Novelli, artefice di forze cromatiche vibranti nell’impasto di luce, colore e ombra; la seconda tela è quella di San Diego di Alcalà e il miracolo del pane, di Sebastiano Alotti, del 1723, artista di raffinatissima ricerca formale e pittorica, che lavorò nel soffitto della chiesa del Carmine di Ragusa nell’anno 1741. Alla chiesa è affiancato il convento dei Frati Minori Osservanti, detti Zoccolanti, costruito nel 1634 e anch’esso riparato dopo il terremoto del 1693.

Tratto da Vittoria-Scoglitti Itinerari Storico Turistici - Ed. Comune di Vittoria. Testo di Alfredo Campo - Foto di Tony Barbagallo e Maurizio Cugnata




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